Lembo Farm, transizione uguale prevenzione

Mauro Comino con la cugina Ilaria

Gestione mandria

Lembo Farm, transizione uguale prevenzione

Nella stalla di Luciano, Mauro e Ilaria Comino le bovine mettono a segno ottime partenze sia dal punto di vista produttivo che riproduttivo grazie a un'attenta gestione alimentare e sanitaria, finalizzata a proteggere la mandria dalle malattie del post-parto

Secondo un antico proverbio irlandese, il modo migliore per mantenersi in salute è farsi una bella risata e una bella dormita. Francamente non sappiamo se la mandria di bovine da latte allevate alla Lembo Farm di Rocca de’ Baldi (Cn) ridono a sufficienza, ma possiamo garantivi che riposano e producono alla grande, e che i titolari di questa conosciuta e apprezzata realtà zootecnica alle porte di Cuneo – i fratelli Luciano e Mauro Comino con la cugina Ilaria – fanno veramente di tutto per prevenire le malattie della mandria, e non trovarsi costretti a rincorrere i problemi a suon di cure. Prendiamo ad esempio le malattie del post-parto: a partire dalla messa in asciutta, è un vero boom di attenzioni.

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Alla Lembo Farm vengono munte 400 vacche, tra Frisone e Jersey

“Dopo aver trascorso 4-5 giorni nel box di preasciutta, una fase che qui da noi è indispensabile per riuscire a ridurre la produzione giornaliera – conferma Mauro Comino – le bovine vengono messe in asciutta. Dopo l’ultima munta vengono cioè trattate con il solo sigillante o con antibiotico più sigillante, secondo il protocollo di asciutta selettiva che stiamo mettendo a punto con l’aiuto del veterinario aziendale. Dopodiché si provvede alla sistematica sverminazione, al pareggio podale e alla vaccinazione contro gli agenti di enterite neonatale. Infine l’animale viene trasferito nella stalla dell’asciutta, dove passerà i periodi di far off (primi 40 giorni) e di close up (ultimi 20 giorni)”.
In questa stalla (fisicamente separata dagli altri ambienti) la parola d’ordine è benessere animale, in termini sia di spazio pro-capite che di raffrescamento estivo. “Lo spazio – sottolinea infatti Mauro – è un fattore essenziale per non arrecare stress all’animale gravido e per scongiurare eventuali competizioni, visto che nel nostro allevamento, in questo particolare momento del ciclo produttivo, le pluripare convivono con le primipare. In lattazione, però, le teniamo separate”.


Occhio al close up

E da bravi allevatori, i Comino ben conoscono l’importanza di offrire alle bovine in asciutta una dieta ad hoc, di altissima qualità. “Da 3 anni a questa parte applichiamo il programma transizione 4.0 di Granda Zootecnici. In tale ambito la dieta delle bovine in close up prevede livelli sostenuti di amidi e di proteine, oltre che un’integrazione mirata per la prevenzione dell’ipocalcemia post-parto, per l’innalzamento delle difese immunitarie e il contenimento della risposta infiammatoria. Senza dimenticare che quando le bovine accedono al box del closet up, vengono immediatamente munite dei tag a collare SenseHub”. Una tecnologia questa, racconta ancora Mauro, che alla Lembo Farm è entrata un passo per volta, fino a raggiungere numeri importanti: “Abbiamo iniziato 3 anni fa, su suggerimento del team Granda Zootecnici, acquistando i dispositivi solo per gli animali in close up. Oggi mungiamo quasi 400 vacche e disponiamo in tutto di 280 tag a collare, pacchetto Premium. Questo perché li usiamo dall’ingresso in close up, fino ai 60-70 giorni successivi alla diagnosi di gravidanza, dunque per intercettare prima le bovine che al termine dell’iter di sincronizzazione sono ritornate in calore, e poi i capi andati soggetti a riassorbimento embrionale, ma anche le vacche che intorno al picco incorrono in qualche piccolo problema di salute, deleterio ai fini produttivi. Infine, da un anno e mezzo a questa parte applichiamo i tag anche a una cinquantina di manze, sempre come supporto alla fertilità”.

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I capi in asciutta vengono stabulati in una stalla a parte, in condizioni ottimali di benessere animale. In primo piano il gruppo in far off

 

Semplice e utile

E l’esperienza maturata sul campo in questi anni è più che positiva: “trovo che SenseHub™ – sottolinea il nostro interlocutore – sia un sistema semplice e intuitivo, adatto a chiunque possieda uno smartphone, il cui impiego offre all’allevatore numerosi vantaggi. Parto dai report di gruppo: qui da noi i tag a collare ci hanno aiutato a ottimizzare il nostro protocollo di raffrescamento estivo, perché ci siamo accorti che la mandria andava in stress termico alle 4 di notte, quando le vacche erano in cuccetta a ruminare. Per cui abbiamo potenziato la ventilazione nelle ore precedenti. Utilissimo anche il report sulla ruminazione di gruppo in occasione dei cambiamenti di razione, o il report sull’attività di gruppo, che monitoriamo per avere conferma di una routine giornaliera sempre uguale. Tra i report individuali, trovo utilissimi sia l’allarme distress, che l’allarme salute. È grazie a quest’ultimo se oggi abbiamo smesso di effettuare il monitoraggio giornaliero delle bovine in post-parto, andando sistematicamente a catturare gli animali per il rilievo della temperatura corporea, di eventuali scoli uterini, del consumo alimentare… Adesso quando l’indice salute scende a 85, ci rechiamo in stalla e valutiamo se è il caso di intervenire, ma sempre con un approccio soft, ad esempio con un ruminativo. E procedendo così, abbiamo visto che nella maggioranza dei casi l’allarme rientra dopo poche ore...”.